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52sima rivoluzione post- multidimensionale

Non ci potevo credere, quando ho letto la brochure pubblicitaria. Non ci potevo credere ma l’avevano davvero fatto. La notizia era tra le più disfattiste e difficilmente digeribili. Anzi, dato il contesto, la peggiore. Naturalmente sto parlando del massivo reboot che l’universo DC ha subito all’alba di Flashpoint. Dopo una decade spesa a costruire una concatenazione di eventi, che, albo dopo albo, indizio dopo indizio, portava alla salda costituzione di un universo vivo e coerente, qualcuno ai piani alti del palazzone sulla Broadway deve aver realizzato che i mega crossover conditi di continuity non facevano più storia e che il solo modo per fare cassa era quello di buttare tutto via e ricominciare da zero. Ovviamente con un mood più accattivante e moderno. Qualcuno mi svegli, credevo che gli anni ’90 fossero finiti.

Chi mi legge sa benissimo che ho già criticato duramente il reboot che in casa Marvel ha storpiato la vita all’ Uomo Ragno. In quel caso, la parte meno digeribile della vicenda, era il voler prendere in giro i fan di vecchia data, pretendendo che 25 anni di storie non fossero accadute nel modo in cui ce le ricordavamo.

Quanto meno il reboot DC ha un altro tipo di sapore. Sempre amaro. Sempre disgustoso. Ma quanto meno non sa di beffa. Andiamo con ordine. Prego chi sta attendendo l’edizione Lion di Flashpoint di saltare le prossime righe. OK, finito lo spoiler alert, possiamo cominciare. In flashpoint, Barry Allen decide che con il mulino cosmico (la macchina del tempo che usano i velocisti di casa DC) può tornare indietro ed evitare che il professor Zoom uccida la madre. Questo naturalmente conporta la creazione di una realtà parallela. Realtà coinfinata ad un gruppo di  albi con esiti più o meno riusciti. Il senso di tutta l’operazione è quella di un bieco what if, lungo una stagione. Io non vado matto per i what if, quelle storie, ossia, in cui si racconta quello che sarebbe successo, se un evento fosse accaduto in maniera differente. In genere lasciano il tempo che trovano, e mi sanno di energia creativa sprecata. Stessa ragione per cui la maxiserie Trinity (quando la coppia Busiek/Nicieza voleva giocare con le leggi Marvel nell’universo della Distinta Concorrenza) mi era rimasta indigesta, al punto di non riuscire a concluderla.

In Flashpoint, scopriamo un Batman/Thomas Wayne,  una guerra tra Ammazzoni ed Atlantidei che affonda l’Europa e, una generale scarsezza di eroi. Va bene, accettabile, persino fruibile. Poi Barry Allen si sveglia, capisce l’errore, e tornando indietro nel tempo, più in fretta del suo alter ego, riesce ad evitare che la madre (non) venga uccisa. Chiaro? ottica un pò da mal di testa, ma di fatto le cose dovrebbero tornare esattamente come prima. Giusto? Sbagliato. Come ci insegna Doc Brown, tornando indietro nel tempo e modificando il passato anche in maniera inpercettibile, si finisce per creare una linea temporale alternativa.

Che è esattamente quello che succede all’universo DC post Fashpint. Tutte le serie ripartono da zero. Cyborg è tra i fondatori della Justice League, Freccia Verde ha una serie che è lo specchio di quello che sarà il suo prossimo telefilm e Superman, beh Superman ha un costume ipertecnologico, che fa tanto Master Mold ed un look da Brandon Routh cattivo. Bye Bye tradizione, benvenuta modernità. Con nuovi 52 si dovrebbe appunto fare riferimento alla quantità di serie in uscita. Quantità, non qualità. Intendiamci, non tutto il panorama del nuovo 52 è da buttare : le serie di Batman, ad esempio, hanno una coerenza strutturale davvero piacevole, e Catwoman, è a dei livelli stratosferici. Ma sentivamo il bisogno che i Wildcats di Jim Lee si integrassero così bene con la Lega? E che non fosse prevista ,almeno sin’ora, una Società della Giustizia?

Il senso è proprio quello. Staccarsi da una storia lunga ottant’anni e ricominciare. Il che, non è offensivo come cancellare 25 anni di storie, ma è altrettanto triste. Perchè, e credo che difficilmente si tornerà indietro tanto presto, l’universo che avevo imparato ad amare nell’ultimo decennio non è perso, è semplicemente finito, terminato, chiuso.

Emblematico è stato l’ultimo numero targato Robinson della JLA. Con tutta una serie di splash pages che illustravano le storie mai narrate, ed in cui era la lega stessa che alla fine diceva addio. Lo stesso per Freccia Verde, che terminava un ciclo un pò fiacco e senza scopo. E per Lanterna Verde su cui invece le cose non sembrano avere avuto alcun effetto. La nuova serie sembra riprendere esattamente da dove la precedente si era interrotta, con Hal senza anello e Sinestro di nuovo tra le Lanterne. Porte chiuse e puzza di umido, tutto questo finisce in cantina.

Come si evolverà questo universo resta un mistero. Passi indietro, passi avanti, crisi nelle terre infinite? Se non mi sbaglio troppo, alla fine, per quanto i cambiamenti possano essere forti la legge del fandom è molto più forte di quella del marketing, e, im un modo o nell’altro si finisce sempre per tornare a prima. Lo spero, perchè mi seccherebbe non avere altri cartonati DC da inserire nella mia collezione. Vorrei infine chiudere pensando all’architetto DC degli anni 2000. Geoff Johns, colui che con i Vendicatori in casa Marvel non è stato capace di graffiare, ma che lascerà il segno per decenni sulla storia della DC. Credevo che fosse lui, artefice e colpevole di questo colpo di testa. Ma ovviamente mi sbagliavo. Sono i suoi stessi personaggi a parlare in sua vece.

Argomentando nel più ovvio dei modi. Con lo spirito creativo, incatenando dalla region di stato del marketing. Si, come no.

2 risposte a 52sima rivoluzione post- multidimensionale

  1. SirThomas86 ⋅

    Ciao…
    Guarda,non voglio dire che tu non abbia ragione,ma al di là della tristezza (palpabile,come nell’articolo sull’uomo ragno) che in parte condivido anch’io,non parli di un paio di questioni nell’articolo.Crisi.
    una brutta parola,soprattutto per il fumetto americano di questi anni,una crisi sia economica,ma soprattutto di idee.Ora,probabilmente,conoscerai benissimo questi argomenti e avrai letto le discussioni come me nei vari forum.
    Credo sia inspensabile premettere il discorso della crisi,lo stesso Dan DiDio,messo sotto torchio,ha candidamente ammesso “che erano alla canna del gas”.Erano “alla disperata”,e hanno dovuto fare un gesto estremo.poi il discorso continuity…..
    Siamo d’accordo che l’universo DC è di grande fascino,ma molte serie erano creativamente allo sfascio (i giovani titani su tutti,ma ce ne sono altre), e venivano da pessime gestioni (il Supes di Robinson).Diciamo la verità,le uniche serie ad andare bene erano qulle del mondo Batman (trainate da Morrison) e di Lanterna Verde (da Johns),tant’è vero che sono quelle meno toccate da reboot.Altro discorso…
    Oramai è chiaro che i lettori si siano stufati di questi super-mega eventi sempre tutti uguali,di qusta continuity strettissima,che è come cristallo finissimo da trattare,e che ti costringe a seguire tante serie quando magari non ce la fai (di nuovo “criisi”).
    Poi,aldilà dei gusti personale (sono colpevolente attratto dal fumetto anni ’90 e quindi mi piace questo corso un po’ “IMAGizzato”,e sono curioso di leggere Lobdell),bisogna dire che le vendite premiano (notizia recente che la top ten delle vendite sia stata monopolizzata da DC),e quidni fino ad ora hanno ragione,in futuro si vedrà,….io voglio dargli fiducia!

    PS: quella vignetta di LV mi dimostra ancora il valore umano di Johns,a voler dire “è uno sposco lavoro ma qualcuno deve pur farlo”

    PPS : sono pienamente d’accordo invece sull’uomo ragno,io ho smesso irreversibilmente dopo One more day,e se non riportano indietro Spidey a com era prima,non rivedranno i miei soldi (econsiderando le storie recenti faccio anche bene)

  2. dd ⋅

    Personalmente non vedo tutto negativo l’atteggiamento del reboot dc per i seguenti motivi:
    • nel 1985 hanno fatto un primo reboot per sistemare la continuità, per rinarrare le origini di personaggi considerati vecchi (vecchi nel 1985, pensa ora!). quindi personaggi che tu consideri familiari sono già stati resettati una volta.
    • dc ha cercato il modo di poter tenere i nomi dei suoi fumetti in costante attenzione. I loro principali rivali si mantengono sempre la centro dell’attenzione con i film, dc ha scelto questa strada. Strada che per me è migliore, perché hai un mondo aperto di nuove storie e non sei obbligato a mantenere il personaggio similare a quello del film o, per renderlo attuale, avvicinarlo sempre di più al mondo ultimate (vedi spider man e i vendicatori ad es.)

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